Forse dobbiamo soltanto smettere di confondere la stabilità con l’immobilità. Una vita completamente prevedibile sarebbe impossibile. E forse, se lo fosse, non sarebbe nemmeno quella che immaginiamo. Perché alcune delle cose che oggi consideriamo importanti sono nate proprio da qualcosa che non avevamo programmato. Un incontro. Una scelta improvvisa. Un errore. Una deviazione. Una porta che si è chiusa. Un’altra che non avevamo visto. Non possiamo sapere in anticipo quale significato avranno gli eventi che oggi sembrano soltanto ostacoli. Possiamo soltanto attraversarli. Alla fine, forse, il problema non è avere un piano. È credere che la vita abbia il dovere di rispettarlo. Non lo farà. E forse la libertà comincia proprio quando smettiamo di chiederle di farlo.
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