guadagnarlo di nuovo. Se perdi un lavoro puoi cercarne un altro. Se fai un errore puoi correggerlo. Se una macchina si rompe puoi ripararla. Con il tempo è diverso. Un’ora persa rimane persa. Puoi riempire le ore successive, ma non puoi tornare indietro e usare quella che hai lasciato passare. Per questo il tempo è forse il limite più concreto che abbiamo. Non dipende dalla nostra volontà. Continua a passare quando siamo occupati e quando siamo fermi, quando siamo felici e quando siamo preoccupati, quando stiamo costruendo qualcosa e quando non stiamo facendo niente. Non possiamo fermarlo. Possiamo soltanto decidere cosa farne mentre passa. Ed è proprio qui che spesso nasce una contraddizione. Passiamo gran parte della vita cercando di guadagnare denaro, pensando che il denaro ci permetterà di comprare libertà in futuro. Ma per guadagnarlo dobbiamo utilizzare una parte del tempo che non tornerà più. Questo non significa che lavorare sia sbagliato. Il lavoro serve. Il denaro serve. Costruire qualcosa serve. Il problema nasce quando dimentichiamo quale sia la risorsa che stiamo realmente scambiando. Quando lavori non vendi soltanto le tue ore.
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