Non puoi obbligare l’altra persona a perdonarti. Puoi restare. Non puoi obbligare qualcuno a rimanere. Questa distinzione sembra semplice, ma nella vita quotidiana la dimentichiamo continuamente. Cerchiamo di convincere, controllare, spiegare, discutere e correggere gli altri perché pensiamo che, trovando le parole giuste, riusciremo finalmente a ottenere il comportamento che vogliamo. A volte funziona. Molto spesso no. E quando non funziona, continuiamo a insistere. È qui che perdiamo libertà. Non perché l’altra persona ci controlli direttamente, ma perché iniziamo a consumare il nostro tempo cercando di controllare qualcosa che non ci appartiene. Pensa a una persona che continua a criticarti. Puoi spiegarti cento volte. Puoi dimostrare che ha torto. Puoi cercare di convincerla. Ma se quella persona ha deciso di vederti in un certo modo, potrebbe continuare a farlo comunque. A quel punto la domanda non è più come cambiare la sua opinione. La domanda diventa quanto tempo vuoi ancora spendere per cambiarla. Lo stesso vale per chi ti giudica.
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