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Non dovremmo chiederci se l’intelligenza artificiale sostituirà il nostro lavoro. Dovremmo chiederci come può aiutarci a valorizzare ciò che sappiamo fare meglio. Un bravo fotografo continuerà a vedere una luce che altri non notano. Un bravo cuoco continuerà ad avere una sensibilità che nessuna ricetta può insegnare. Un bravo artigiano continuerà a creare oggetti che raccontano qualcosa di lui. L’intelligenza artificiale non elimina queste differenze. Le rende ancora più importanti. Perché, se gli strumenti diventano accessibili a tutti, ciò che farà davvero la differenza non sarà lo strumento. Sarà la persona che lo utilizza. Forse il futuro non apparterrà a chi rifiuterà la tecnologia. Ma nemmeno a chi dipenderà completamente da essa. Apparterrà a chi saprà unire le proprie capacità agli strumenti del proprio tempo. Perché gli strumenti cambiano. Il valore di una persona, invece, continua a nascere da ciò che nessuna macchina può imparare vivendo al suo posto.

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